Pochi chilometri a sud di Lierna, lungo la riva del lago, c'è un paese il cui nome è conosciuto dai motociclisti di mezzo mondo. A Mandello del Lario la Moto Guzzi costruisce moto dal 1921 nello stesso luogo, e proprio qui, nel settembre 2026, ha inaugurato la nuova fabbrica e il museo rinnovato. Anche chi non ha mai guidato una moto può trovarci una storia interessante, fatta di amicizia, ingegno e tenacia.

Tre amici e un'aquila

All'origine della casa ci sono tre persone. Carlo Guzzi era il progettista, Giorgio Parodi, suo ex commilitone nell'aviazione, era figlio dell'armatore genovese Emanuele Vittorio Parodi, che sostenne economicamente l'impresa. Il terzo era Giovanni Ravelli, aviatore e pilota di moto, che però morì durante un volo di collaudo nell'agosto del 1919, prima di veder nascere l'azienda. In suo ricordo la casa scelse come simbolo l'aquila ad ali spiegate, che ancora oggi si vede sui serbatoi.

Il prototipo del 1919 si chiamava G.P., dalle iniziali di Guzzi e Parodi, ma il nome fu presto cambiato in Moto Guzzi. La Società Anonima Moto Guzzi fu costituita a Genova il 15 marzo 1921, mentre la produzione si svolse a Mandello. Quello stesso anno uscì il primo modello di serie, la Normale, con un motore monocilindrico orizzontale da 500 cc e 8 cavalli.

Corse, ricerca e moto da lavoro

Negli anni che seguirono Mandello divenne un nome importante delle corse. Nel 1937 Omobono Tenni vinse il Tourist Trophy, e la casa conquistò in tutto 14 titoli mondiali. Dietro quei risultati c'era anche un'idea all'avanguardia: nel 1950 l'azienda costruì in fabbrica una galleria del vento a grandezza naturale, indicata come la prima del suo genere per le moto, per studiare l'aerodinamica delle moto.

La massima espressione di quella stagione arrivò nel 1955 con la 500 Otto Cilindri, progettata da Giulio Cesare Carcano con Cantoni e Todero: un motore a otto cilindri che ancora oggi stupisce per la sua complessità.

Ma non c'erano solo le corse. Nel 1950 arrivarono il Galletto, una sorta di scooter a ruote alte, e il Falcone, una moto da 500 cc molto amata dai motociclisti italiani. Tra i mezzi più curiosi spicca il "Mulo Meccanico" 3x3 del 1960, un veicolo militare a tre ruote tra i pezzi più particolari della collezione.

Il bicilindrico a V e gli anni difficili

Nel 1965 Carcano progettò il motore bicilindrico a V di 90 gradi che sarebbe diventato il tratto distintivo della marca. Il modello che lo portò al successo fu la V7 del 1967, nata mentre l'azienda, dopo una crisi finanziaria, era sotto il controllo di una società di gestione legata alle banche, la SEIMM.

Seguirono altri passaggi di proprietà: nel 1973 Alejandro De Tomaso acquisì la casa, e dal 2004 Moto Guzzi fa parte del Gruppo Piaggio. In tutti questi cambiamenti una cosa è rimasta ferma: le moto continuano a uscire da Mandello.

Il nuovo polo di Mandello

La svolta recente arriva con le Giornate Mondiali Moto Guzzi del 3-6 settembre 2026, che hanno segnato l'apertura del nuovo complesso, progettato per la parte industriale dall'architetto Greg Lynn. Stando alle notizie pubblicate dopo l'apertura, il percorso comprende il Museo Moto Guzzi con oltre 160 motociclette, un tratto della nuova fabbrica aperto ai visitatori, la galleria del vento restaurata, una caffetteria e il Motoplex Store. Per l'evento trovate un approfondimento nell'articolo sulle Giornate Mondiali Guzzi.

Attenzione alle informazioni vecchie: molte guide online parlano ancora di un ingresso gratuito con aperture di poche ore. Dopo la riapertura il museo ha invece biglietti, acquistabili online o in biglietteria, e un calendario stagionale con giorni di apertura ridotti nei mesi invernali. Per date, orari e tariffe affidatevi solo al sito ufficiale Moto Guzzi.

Consiglio: da Lierna a Mandello sono 5 km, e il treno ferma sia a Olcio sia a Mandello del Lario, quindi si può fare anche senz'auto. Se viaggiate con i bambini, il museo è una buona carta per una giornata di pioggia: le moto militari e la galleria del vento offrono parecchio da guardare anche ai più piccoli.

Una giornata tra moto e lago

La visita si abbina bene al resto del paese. Mandello si trova ai piedi delle Grigne, il massiccio che sale fino ai circa 2.410 metri del Grignone proprio dal territorio del comune, e il ritorno verso Lierna si fa in pochi minuti. Altri spunti per la giornata sono nella pagina dei dintorni.

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